La pianta di marijuana: com’è fatta, come cresce e cosa si può coltivare legalmente in Italia

pianta di marijuana

La pianta di marijuana, appartenente al genere Cannabis, è una delle specie vegetali più studiate e coltivate al mondo. Da secoli viene utilizzata per scopi tessili, alimentari e industriali, mentre negli ultimi decenni ha attirato grande interesse anche per il contenuto di cannabinoidi come CBD e THC.

Quando si parla di marijuana, però, è importante distinguere tra cannabis con elevato contenuto di THC e canapa industriale (cannabis light), che seguono normative differenti. In Italia, infatti, la coltivazione della cannabis è regolata da precise disposizioni di legge e non tutto ciò che appartiene al genere Cannabis può essere coltivato liberamente.

In questa guida scoprirai com’è fatta una pianta di marijuana, quali sono le sue fasi di crescita, le differenze tra maschio e femmina, cosa serve per coltivarla e cosa è realmente consentito dalla normativa italiana.

Anatomia della pianta di marijuana

Pur variando per genetica e varietà, tutte le piante di cannabis condividono la stessa struttura.

Radici

L’apparato radicale è il primo a svilupparsi dopo la germinazione.

Le radici hanno il compito di:

  • assorbire acqua;
  • assimilare nutrienti;
  • ancorare la pianta al terreno;
  • sostenere la crescita.

Una radice sana rappresenta la base per una pianta vigorosa.

Fus

Il fusto sostiene l’intera struttura vegetale e trasporta acqua e nutrienti dalle radici alle foglie e ai fiori.

Con il passare delle settimane diventa sempre più robusto per sostenere il peso delle infiorescenze.

Foglie a ventaglio

Le grandi foglie, dette fan leaves, sono responsabili della fotosintesi.

Sono facilmente riconoscibili grazie alla tipica forma palmata composta da:

  • 3 foglioline nelle piante giovani;
  • 5;
  • 7;
  • fino a 9 o 11 nelle piante adulte.

Il loro colore rappresenta spesso un indicatore dello stato di salute della pianta.

Rami laterali

Durante la crescita vegetativa il fusto principale produce numerosi rami laterali che ospiteranno le future infiorescenze.

La loro struttura dipende da genetica, luce disponibile e tecniche di coltivazione.

Infiorescenze

Le infiorescenze vengono prodotte esclusivamente dalle piante femmina.

Sono la parte più ricca di:

  • cannabinoidi;
  • terpeni;
  • flavonoidi.

Durante la maturazione aumentano di volume e vengono ricoperte da migliaia di tricomi.

Tricomi

I tricomi sono minuscole ghiandole resinose visibili come piccoli cristalli.

Al loro interno vengono prodotti:

  • CBD;
  • THC;
  • altri cannabinoidi;
  • terpeni responsabili dell’aroma.

La maturazione dei tricomi è uno dei principali indicatori utilizzati per valutare il momento della raccolta.

Il ciclo di vita della pianta

La pianta attraversa quattro fasi principali.

1. Germinazione

La germinazione rappresenta l’inizio della vita della pianta.

Dal seme emerge la radichetta principale, seguita dal piccolo fusto e dalle prime foglioline.

Questa fase dura generalmente dai 2 ai 10 giorni.

2. Crescita vegetativa

Durante la fase vegetativa la pianta sviluppa:

  • radici;
  • rami;
  • foglie;
  • struttura.

È il periodo in cui cresce più velocemente.

In outdoor coincide normalmente con primavera ed estate, mentre indoor viene controllata artificialmente attraverso l’illuminazione.

Può durare da poche settimane fino a diversi mesi.

3. Fioritura

Con la diminuzione delle ore di luce (oppure modificando il fotoperiodo indoor) la pianta entra nella fase riproduttiva.

Qui si sviluppano le infiorescenze.

È anche il momento in cui diventa possibile distinguere chiaramente le piante maschio da quelle femmina.

4. Raccolto

Quando i tricomi raggiungono la maturazione desiderata si procede al raccolto, seguito da essiccazione e concia.

Queste ultime fasi sono fondamentali per preservare aroma e qualità delle infiorescenze.

Pianta maschio e femmina: quali differenze ci sono?

La cannabis è una pianta dioica, cioè produce generalmente individui maschi e femmine separati.

Pianta femmina

Produce:

  • infiorescenze;
  • pistilli bianchi;
  • elevata concentrazione di cannabinoidi.

È la pianta ricercata nella coltivazione destinata alla produzione di fiori.

Pianta maschio

Produce invece sacche polliniche.

Il suo compito naturale è rilasciare polline per fecondare le femmine.

Se questo accade, la pianta femmina concentra gran parte delle proprie energie nella produzione dei semi anziché nello sviluppo delle infiorescenze.

Per questo motivo, nelle coltivazioni dedicate ai fiori, le piante maschio vengono generalmente separate.

Per approfondire il riconoscimento dei sessi puoi leggere la nostra guida dedicata alla cannabis maschio e femmina.

Cosa serve per far crescere una pianta di cannabis?

Una crescita equilibrata dipende dalla combinazione di diversi fattori.

Luce

La luce rappresenta il principale motore della fotosintesi.

In outdoor è fornita naturalmente dal sole.

Indoor vengono utilizzate lampade specifiche.

Acqua

L’irrigazione deve essere regolare ma senza ristagni.

Un eccesso d’acqua può compromettere la salute delle radici.

Nutrienti

Durante il ciclo vitale la pianta richiede:

  • azoto;
  • fosforo;
  • potassio;
  • calcio;
  • magnesio;
  • microelementi.

Le esigenze cambiano tra crescita vegetativa e fioritura.

pH

Il pH influenza direttamente la capacità delle radici di assorbire i nutrienti.

Valori non corretti possono provocare carenze anche quando il fertilizzante è presente.

Per approfondire questo argomento puoi leggere la nostra guida dedicata al pH della cannabis.

Temperatura

In generale la cannabis preferisce temperature miti e buona ventilazione.

Caldo eccessivo o freddo intenso possono rallentarne lo sviluppo.

Spazio

Ogni pianta necessita di spazio sufficiente per sviluppare correttamente:

  • apparato radicale;
  • chioma;
  • circolazione dell’aria.

Coltivazione indoor, outdoor e idroponica

Esistono tre principali sistemi di coltivazione.

Indoor

Vantaggi

  • controllo completo dell’ambiente;
  • raccolti durante tutto l’anno;
  • maggiore protezione dagli agenti atmosferici.

Svantaggi

  • costi energetici;
  • investimento iniziale più elevato;
  • gestione tecnica più complessa.

Outdoor

Vantaggi

  • utilizzo della luce naturale;
  • costi inferiori;
  • maggiore sviluppo delle piante.

Svantaggi

  • dipendenza dal clima;
  • rischio di parassiti;
  • minore controllo ambientale.

Idroponica

Nella coltivazione idroponica le radici crescono in acqua arricchita di nutrienti invece che nel terreno.

Può consentire una crescita molto rapida ma richiede monitoraggio costante di:

  • pH;
  • conducibilità elettrica;
  • temperatura dell’acqua.

Se vuoi approfondire questo metodo puoi leggere la nostra guida completa sulla coltivazione della cannabis in idroponica.

Cosa è legale coltivare in Italia?

Questo è probabilmente l’aspetto più importante da chiarire.

La Legge 242/2016 disciplina la coltivazione della canapa industriale appartenente alle varietà iscritte nel Catalogo comune europeo.

Diverso è il caso della cannabis con elevato contenuto di THC, che rientra nella normativa sugli stupefacenti (DPR 309/1990).

La normativa italiana è articolata e negli ultimi anni è stata oggetto di numerose interpretazioni giurisprudenziali.

In linea generale:

  • la coltivazione della canapa industriale segue regole specifiche previste dalla Legge 242/2016;
  • la coltivazione della cannabis destinata alla produzione di sostanze stupefacenti è disciplinata dal DPR 309/1990 e può integrare un illecito.

Per questo motivo è sempre opportuno verificare la normativa vigente prima di intraprendere qualsiasi attività di coltivazione.

Dalla semina al raccolto: quanto tempo serve

La durata complessiva dipende da:

  • genetica;
  • metodo di coltivazione;
  • ambiente;
  • varietà.

Indicativamente:

FaseDurata
Germinazione2-10 giorni
Crescita vegetativa3-8 settimane
Fioritura7-10 settimane
Essiccazione e concia2-6 settimane

Nel complesso possono essere necessari circa 3-5 mesi dalla semina al raccolto.

Se non vuoi coltivare: la canapa light legale già pronta

Molte persone sono interessate alla cannabis esclusivamente per il CBD e preferiscono evitare la coltivazione.

In questi casi è possibile acquistare infiorescenze di canapa light certificate, ottenute da varietà autorizzate e commercializzate nel rispetto della normativa applicabile.

Questa soluzione permette di evitare tutte le difficoltà legate alla coltivazione, dalla gestione delle piante fino all’essiccazione, scegliendo prodotti già pronti e accompagnati da analisi di laboratorio.

Conclusione

La pianta di marijuana è un organismo estremamente complesso, capace di attraversare diverse fasi di crescita e di sviluppare strutture molto differenti tra esemplari maschi e femmine.

Comprendere il suo ciclo vitale, le esigenze ambientali e le differenze tra le varie tecniche di coltivazione è il primo passo per conoscerla meglio. Allo stesso tempo è fondamentale distinguere tra canapa industriale e cannabis con elevato contenuto di THC, poiché in Italia sono soggette a regole giuridiche differenti.

FAQ

È legale coltivare marijuana in casa in Italia?


La normativa italiana distingue tra canapa industriale disciplinata dalla Legge 242/2016 e cannabis regolata dal DPR 309/1990. La coltivazione della cannabis con THC può avere rilevanza penale, mentre la canapa industriale segue una disciplina specifica. È quindi importante informarsi sulla normativa vigente e non dare per scontato che qualsiasi coltivazione sia consentita.

Quanto tempo passa dalla semina al raccolto?

In media sono necessari 3-5 mesi, anche se la durata può variare in base alla genetica, al metodo di coltivazione e alle condizioni ambientali.

Come si capisce se una pianta è maschio o femmina?

Le piante femmina sviluppano pistilli bianchi e successivamente le infiorescenze, mentre le piante maschio producono sacche polliniche contenenti il polline.

Quante piante si possono coltivare per uso personale?

La normativa italiana non prevede un numero di piante automaticamente consentito per uso personale. La liceità della coltivazione dipende dal quadro normativo applicabile e dalle circostanze del caso, per cui è opportuno fare riferimento alla legislazione vigente e, se necessario, chiedere consulenza legale.

Serve per forza coltivare indoor?

No. La canapa può essere coltivata sia indoor sia outdoor, purché nel rispetto della normativa applicabile. Entrambi i metodi presentano vantaggi e svantaggi.

Perché le foglie della mia pianta ingialliscono?

L’ingiallimento delle foglie può dipendere da molte cause, tra cui irrigazione non corretta, carenze nutrizionali, pH non adeguato o normale invecchiamento della pianta. Per approfondire puoi consultare la guida dedicata al pH della cannabis e alle carenze nutrizionali.

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